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LA DEMOCRAZIA DEL SANGUE

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Avete mai pensato dove va a finire il sangue che doniamo? Quale sia il suo impatto sociale, oltre che sanitario? In modo a volte superficiale ci si limita a dire che si dona sangue per fare bene alle altre persone, per salvare vite, per un gesto altruista, ma vi siete mai fermati a pensare quale incredibile forma di democrazia sia la donazione? Sono anni difficile, gli ultimi decenni dell’umanità sono stati segnati da crisi continue, guerre, conflitti, divisioni, lotte tra primi e ultimi, ricchi e poveri, popoli sazi e genti disperate, ma tutti, di qualunque colore sia la loro pelle o quale divinità preghino, hanno una cosa in comune, il sangue. E mentre in tanti posti si costruiscono muri per dividere piuttosto che ponti per unire, il sangue che doniamo è la cosa più democratica che esista. Pensateci, una volta nella sacca può finire a un italiano all’estremo nord o nella punta più meridionale, nelle isole o nei monti. Ma può anche andare a una persona di pelle bianca, così come n...

BADLANDS - La tentazione e il peccato - 1 - La legge a Badland

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  La legge a Badlands Badlands è una cittadina tranquilla, non è dato sapere se il nome fu preso dalla canzone di Springsteen o se viceversa fu il Boss ad ispirarsi a questo angolo sperduto, ma mai nome fu più adatto ad identificare un luogo. In mezzo ad un inospitale deserto, dove finisce la polvere ci sono alcune colline con pascoli, la cittadina di Badlands vive di bovari e traffico di passaggio, trasporti diretti oltre confine, gente che vaga in cerca del proprio io anche. L’ordine e la legge sono assicurati dalla presenza dello sceriffo Doug Moser, una brillante carriera a Chicago stroncata da qualche mazzetta di troppo che ha causato più di un imbarazzo nel corpo di polizia, chiuso con soddisfazione da ambo le parti con le dimissioni della stella nascente del reparto investigativo e la sua discesa per un percorso sempre più teso al basso, finendo, di scalino in scalino, fino al polveroso ufficio da sceriffo di Badlands con un paio di aiutanti al suo servizio. In fondo era una...

Il Narratore e Il Corridore

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Il tridente sulla calandra lanciava lampi di luce, colpito dal Sole all’apice della sua corsa, la Maserati nera con i vetri scuri attirò subito l’attenzione delle persone sedute nel dehors dell’elegante Luxury Lounge Bar di Montecarlo. Il discreto e minaccioso rombo del 12 cilindri continuò a pervadere l’aria con il suo suono ancora per un paio di minuti, senza che nulla si muovesse, attirando ancora di più l’attenzione, se possibile. Il motore si spense, una leggera tensione calò fra gli astanti, al percepire di un lievissimo ronzio che anticipava l’apertura delle portiere ad ala di gabbiano. Il lato passeggero era rasente il marciapiede, prospiciente lo sguardo delle persone sedute ai tavolini, l’interno buio dell’auto non rivelava i suoi occupanti, fino a quando il, o meglio la, passeggera decise di rivelarsi. Due tronchetti lucidi neri si mossero agilmente dall’interno, poggiandosi sul marciapiede. Dalla lussuosa pelle delle scarpe italiane, sotto cui vibravano dei perfetti tacchi ...

Tuttorock LivingRoom - Roby Facchinetti

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SPOT KINDER 1999 - "Bologna in una sera di neve" (Con Predrag Danilović)...

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HIGHWAY TO HELL

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La strada sembrava infinita, fuori era sempre più buio, Frank guardò il suo orologio, erano in viaggio da una vita, sarebbero già dovuti arrivare a destinazione. Guardò nello specchietto retrovisore gli ospiti del suo taxi, tipi strani, ma pagavano bene, lei indossava un mini-abito in lurex argenteo che sprizzava taglienti bagliori, lui un completo nero sopra una camicia bianca con un cravattino di velluto nero ed un cappotto corto, un cappello calato sulla fronte gli nascondeva la parte alta del viso. “Signore, mi scusi, ma è sicuro che la strada sia questa? Da quanto mi aveva detto saremmo dovuti arrivare da un pezzo…”. “Vada avanti, vedrà che arriveremo, non si preoccupi, le pagherò tutto il tempo necessario”, rispose secco. Frank bofonchiò qualcosa tra sé e spinse un poco sull’acceleratore, il suo lavoro da taxista lo aveva abituato a vedere e fare le cose più assurde, ma in una ideale classifica, questa serata avrebbe probabilmente meritato un posto d’onore. La chiamata l’aveva po...

Il Narratore e il Randagio

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Il locale non era certo famoso per la classe, le luci sulle pareti era diafane, la tappezzeria mostrava i segni del tempo e gli arredi erano sbrecciati e con evidenti scheggiature. In fondo al locale c’era un bancone che non era proprio un modello di pulizia, le spine installate sgocciolavano birra, la necessità di una robusta manutenzione era evidente. Ai tavoli quadrati era seduta una variegata umanità, probabilmente molti erano passati dalle patrie galere, ma nessuno certamente per delitti famosi. Fra di loro si muovevano donne discinte, vestite in maniera appariscente e con trucchi pesanti, quasi tutte sovrappeso e con un trascorso non proprio da educande.  L’uomo che varcò la soglia di questo pub appariva assolutamente fuori posto nel contesto, non si sarebbe potuto definire un elegantone, l’abito grigio denotava comunque un taglio su misura, il trench beige era elegante, il cappello floscio sulla testa si univa idealmente alla borsa di pelle marrone che teneva con la mano si...