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Una vita, mille vite

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Prologo Si alzava al mattino sapendo che gli sarebbe mancata, tanto, troppo, in maniera assillante, per quanto? Quanto poteva durare il dolore? Un giorno? Una settimana? Un mese? Un anno? Tutta la vita? Lasciava che le giornate gli cadessero addosso senza lasciare traccia, come acqua tiepida che scivola addosso senza un brivido. Cielo e mare parevano unirsi in un unico abbraccio, nuvoloni neri ed onde furiose si parlavano e si intrecciavano, il vento sferzava il viso di Sebastian scompigliandogli i lunghi capelli, le rughe parevano ispessirsi ancora più , scavate dallo scalpello del dolore. Egli ripensava alla partita doppia della sua vita, una delle tante avrebbe potuto dire, un bilancio che pendeva pericolosamente da una sola parte, perché tutto quello che aveva se lo era sempre dovuto guadagnare, tanto aveva dato, niente ricevuto. Come se lo avesse ascoltato il vento ululò rabbioso, stanco, Sebastian girò le spalle e si diresse verso casa. La tempesta era evaporata con la...

Litigi - la vendetta di Joan

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Cosa c’è di più bello che riposare nel fresco del proprio letto sentendosi in pace con il mondo? Ma mi sento tirare per un braccio, mi rendo conto che qualcuno mi sta parlando, faticosamente apro gli occhi e vedo la mia Joan che mi strattona, “Dai, ma sei ancora a letto? Muoviti che è tardi, dobbiamo andare, pensavo fossi già vestito e dormi ancora, sarebbe ora la smettessi di stare sempre fuori!”, l’irritazione di mia moglie era chiaramente percepibile. “Scusami, non è colpa mia se devo lavorare tanto, ma perché devo alzarmi? Dove dobbiamo andare?” “Stai scherzando? Siamo a cena dai miei, sono settimane che siamo d’accordo”, il tono di voce di Joan stava salendo pericolosamente mentre una fitta di dolore iniziava a farsi strada nella mia testa. “Cielo, no! Ti prego, l’avevo rimosso, sono stato via tutte le sere, rimanda a domani sera, chiedigli scusa da parte mia, digli che ho la febbre, qualunque cosa, ma non ce la posso fare”, risposi guardandola, era vestita solo con slip e...

ISPIRAZIONE: c'è sempre un prezzo da pagare, fino a che punto sei disposto ad arrivare?

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Il terrore di ogni scrittore, fissare la pagina bianca aspettando che tanti piccoli caratteri la riempiano diventando progressivamente parole e poi testi. Resto lì a guardare la pagina bianca, mi sforzo, e più penso meno scrivo, nulla! Nessuna idea decente, banalità e abbozzi che non scriverei nemmeno sotto tortura. La rabbia dell’impotenza che mi assale, una frustrazione profonda, decido di staccare ed andare fuori, avverto mia moglie ed esco. Vago per le strade della città, la sera che scende, la gente corre di fretta, ragazzi che ridono per strada, coppie che si dirigono verso i locali, le macchine riempiono le strade, le luci creano ombre e riflessi, mani in tasca ed umore nero mi infilo in un pub che vedo spuntare dietro l’angolo. Boiseries e ottoni, spine e luci giallastre, è uno di quei posti alla moda che imitano gli originali d’oltre Manica, mi siedo ed ordino una birra rossa in cui affogare la mia rabbia mentre estraggo un foglio bianco ed una penna e li stendo sul tavoli...