Sentì l’uomo stringere i due legacci di seta nera, il nodo esercitare una leggera pressione sui suoi polsi. Aveva seguito le istruzioni in maniera dettagliata, si era presentata all’indirizzo segnato con solo la lingerie addosso, balconcino e perizoma di pizzo rigorosamente neri, calze autoreggenti, tacchi a spillo, sopra uno spolverino chiuso in modo da celare la bellezza al suo interno. Nella busta ricevuta c’erano due chiavi, dal taxi si avvicinò al portone ed usò la prima per aprirlo ed accedere all’atrio. Un palazzo antico, con affreschi sulle pareti, cancellate che portavano per delle scalinate ampie, seguì le indicazioni e salì per quella che l’avrebbe portata all’appartamento. Arrivò fino al secondo piano, sulla sinistra c’era un tavolino con sopra una pianta grassa ed una busta, la prese, poi con la seconda chiave aprì la porta dell’appartamento ed entrò. Era completamente immerso nel buio, le finestre chiuse, le luci spente, solo alcuni led rossi permettevano di mu...
Donare sangue è un’attività fondamentale per la società degli uomini, una comunità ha bisogno dell’apporto di tutti per vivere e prosperare in sicurezza. Il sangue non può essere riprodotto in laboratorio e l'uomo è l'unica fonte di approvvigionamento per queste terapie salvavita. In Terapia Intensiva si trovano vari pazienti affetti da malattie che per guarire necessitano di trasfusioni di sangue. In Italia la donazione avviene in modo totalmente gratuito per evitare ogni sorta di speculazione, in cambio si ricevono gli esami del sangue direttamente nel proprio fascicolo sanitario. La legge prevede che fra una donazione di sangue e l'altra debbano trascorrere almeno 90 giorni e che le donne in età fertile possano donare non più di 2 volte l'anno. Il motivo dell'intervallo fra le due donazioni di sangue è la ricostituzione delle scorte di ferro. Il volume di sangue sottratto con la donazione viene ripristinato entro poche ore dalla donazione tramite una rapida r...
Vénuste Niyongabo, vincitore della gara sui 5.000 metri alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, possiamo dire che in questo caso non si tratta dello stereotipo del “predestinato”, piuttosto che “figlio d’arte”, ma della vittoria di un uomo che ha vinto grazie all’impegno e al sacrificio? Sicuramente il successo non è frutto della casualità ma deriva dalla realizzazione di un progetto che richiede dedizione, soprattutto che le difficoltà che si incontrano lungo il percorso possono essere superate e tramutarsi in punti di forza. Non si nasce campioni lo si diventa lavorando duro ogni giorno. Io ho avuto la mia parte di sfide e negli anni ho cercato di superarle. Primo e, per ora, unico oro olimpico nella storia del Burundi, un orgoglio, ma anche una responsabilità? Avevo 23 anni quando è arrivata la vittoria di Atlanta e quel successo mi ha costretto a imparare velocemente a vivere in un mondo che per me era nuovo e sconosciuto, a gestire nuove responsabilità. La mia vita non er...
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